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Veroghí e colesterolo

Il colesterolo è una sostanza cerosa e grassa che si trova in tutte le cellule del corpo.

L’organismo ha bisogno proprio del colesterolo per produrre gli ormoni, la vitamina D e i sali biliari.

In particolare questi ultimi sono necessari proprio per la demolizione di carboidrati, grassi e proteine.

Il colesterolo ha anche una primaria funzione per strutturare e mantenere efficienti le membrane cellulari.

Inoltre il cervello e il sistema nervoso dipendono dal colesterolo per la creazione di nuovi neurotrasmettitori come la serotonina e la dopamina.

L’organismo è già in grado di produrre tutto il colesterolo di cui ha bisogno (colesterolo endogeno), tuttavia lo si può assumere anche dall’esterno attraverso i cibo (colesterolo esogeno).

L’assorbimento del colesterolo alimentare avviene a livello dell’intestino tenue, soprattutto nel duodeno e nel digiuno.

La quantità di colesterolo che mediamente introduciamo ogni giorno con gli alimenti è di circa 350mg, ma la quota effettivamente assorbita e utilizzata è solo la metà. Il resto viene eliminato attraverso l’evacuazione.

Ciò che interviene a variare tale percentuale è la riserva di colesterolo: secondo le leggi omeostatiche, infatti, l'assorbimento enterico (da parte dell’intestino) è tanto inferiore quanto più abbondante è la riserva di colesterolo nell’organismo.

Mentre la quasi totalità dei trigliceridi circolanti deriva dall’assorbimento alimentare, il colesterolo introdotto con gli alimenti rappresenta soltanto il 20-30% del colesterolo ematico.

La rimanente percentuale (che va a formare il colesterolo totale) proviene dalla produzione endogena da parte del fegato.

Anche in questo caso l’entità della sintesi epatica dipende dall’apporto alimentare: tanto più questo risulta consistente, tanto minore risulta la produzione endogena e viceversa.

Oltre al già citato limite fisiologico di assorbimento l’aumento del colesterolo nel sangue derivante dagli alimenti, determina un’inibizione dell’enzima 3-idrossi-3-metilglutaril-CoA reduttasi (HMG-CoA reduttasi) necessario proprio alla sintesi endogena del colesterolo: altro sistema omeostatico in grado di adeguare l’assorbimento intestinale.

Ecco uno dei motivi per il quale il colesterolo proveniente dal cibo non può essere causa di ipercolesterolemie.

Il colesterolo assunto dal cibo NON È CAUSA di squilibri nei suoi valori ematici.
In effetti esistono alcuni alimenti che permettono proprio di “controllare” al meglio le funzionalità di questo importantissimo antiossidante.

Una cattiva reputazione

Un eccesso di colesterolo nel sangue corrisponde un alto rischio di aterosclerosi (detta anche indurimento delle arterie): questo è quello che da almeno 50 anni è sempre stata un'opinione comune. Alti livelli di colesterolo sarebbero causa di problemi cardiaci portando alla formazione di pericolosi coaguli che possono causare infarti e ictus. NIENTE DI PIÙ FALSO! In realtà il solo livello elevato di colesterolo non determina un concreto rischio di problemi cardiovascolari. Sono invece:

  • l'alta pressione del sangue;
  • lo stress;
  • l'alimentazione squilibrata ricca di carboidrati ad alto carico glicemico;
  • l'alcool;
  • il fumo

a contribuire ad un effettivo aumento di rischio. L'ipercolesterolemia ha, tra le altre, una particolare (quanto pericolosa) caratteristica: non da sintomi. Secondo un studio dell’American Heart Association, infatti, esiste un'alta percentuale di individui che presentano alti livelli colesterolo completamente ignari della problematica. Per diversi decenni le raccomandazioni dietetiche prescritte dal mondo scientifico e medico per limitare le problematiche a livello cardiovascolare di un adulto medio, erano di assumere non più di 200mg di colsterolo giornaliero. Tuttavia, sulla base di studi più recenti, questa restrizione è stata ampiamente rivista. Si è dimostrato che non tutto il cibo ad alto contenuto di colesterolo è realmente dannoso.

Alcuni alimenti possono persino aumentare i livelli di colesterolo buono (HDL) e migliorare, quindi, la salute del sistema cardiovascolare.

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Colesterolo buono vs. colesterolo cattivo

Il colesterolo viaggia attraverso il flusso sanguigno in piccoli pacchetti chiamati lipoproteine, che sono costituiti da grasso all’interno e proteine all’esterno. Poiché i grassi non sono solubili in acqua, questo legame con le proteine le aiuta a restare ben isolate nel flusso sanguigno. Le lipoproteine più importanti sono:

LDL

 LIPOPROTEINE A BASSA DENSITÀ (LDL, Low Density Lipoprotein)

HDL

LIPOPROTEINE AD ALTA DENSITÀ (HDL, High Density Lipoprotein)

Sia le LDL che le HDL trasportano il colesterolo dentro e fuori le cellule e sono coinvolte nel controllo e riparazione dei danni di tutte le cellule:

  • le LDL trasportano il 75% del colesterolo e sono i composti più coinvolti nel danno cellulare e nella riparazione e protezione dei tessuti;
  • le HDL trasportano il 25% del colesterolo e fungono da sistema di riciclaggio.

L’LDL viene spesso etichettato come “colesterolo cattivo” perché spesso coloro che soffrono di problemi cardiovascolari o, ancor peggio, muoiono di infarto, hanno livelli di LDL alti.

In realtà non tutto il colesterolo LDL è nocivo: esiste una sua variante VLDL (Very Low Density Lipoprotein) composta da particelle molto piccole e dure, le quali possono passare attraverso la parete dell’arteria, esponendosi così all’effetto ossidativo da parte dei radicali liberi.

Per comprendere meglio la VERA funzione delle due diverse tipologie di Lipoproteine dobbiamo ricordare due regole:

  1. l’HDL serve al nostro organismo per portare il colesterolo dalla periferia al fegato, quindi è molto importante che sia presente e funzionante
  2. l’LDL serve al nostro organismo per portare il colesterolo dal fegato alla periferia, ovvero verso le cellule per nutrirle.

Quando LDL arriva alle cellule il fosfolipide, che circonda la lipoproteina che contiene la parte “grassa”, viene consumato e il contenuto viene rilasciato all’interno della cellula stessa.

Esso rappresenta una fonte di grande energia e ricostruzione strutturale.

La parte che non riesce ad essere “usata” dalla cellula, viene secreta nel sangue sotto forma di HDL, per tornare al fegato, dove viene ricaricata ancora una volta e mutata in LDL con rotta di nuovo verso le cellule.

Anche se meravigliosamente efficace, questo equilibrio può essere disturbato e, a volte, anche invertito.

A definire il verso che esso assume è proprio lo stato di "tensione" della cellula.

Cellula stressata

Quando vivi situazioni che impegnano negativamente il tuo lato emotivo la cellula risponde irrigidendosi e chiudendosi, come se volesse proteggersi.

In un tale scenario, essa tende a contrarsi e chiude i canali verso l’esterno: riduce il suo volume e i recettori, che si trovano sulle membrane cellulari e che fungono da lasciapassare selettivo alle sostanze nutritive, serrano gli accessi, entrando in uno stato di carestia controllata.

Per sopravvivere tutto ciò che è presente al suo interno deve bastare.

Tra questi c'è anche l’LDL il quale non viene trasformato, restando bloccato sotto forma di vacuolo inerte.

Quando giunge altro LDL dall’esterno, soprattutto se attraverso un’alimentazione poco equilibrata, i recettori non lo fanno passare e resta nel sangue, aumentando la sua concentrazione.

Per contro la mutazione in HDL non avviene, perché tutto resta intrappolato nella cellula, e i suoi valori invece scendono.

LDL alto e HDL basso: il sistema si è congestionato e inizia uno stato di infiammazione cronica che porta piano piano l'organismo ad essere sempre più cagionevole.

Cellula rilassata e elastica

In una situazione invece di “rilassamento psico-emotivo”, LDL e HDL lavorano sincronicamente affinché tutto il nutrimento venga trasportato e giunga a destinazione.

Le cellule si comportano in modo naturale, lasciando passare al loro interno tutte le sostanze nutritive e rilasciando ciò che invece non utilizzano come materiale di scarto o tossine.

In questo modo esse si rigenerano, “respirano” e gli organi e i tessuti da esse composti possono mantenere un’alta efficienza, una buona tonicità, ma soprattutto il rallentamento del loro orologio biologico.

Ovviamente tutto questo può essere agevolato anche dalle nostre abitudini a tavola.

In effetti il cibo può comportarsi in maniera completamente opposta a seconda della sua natura: appesantirci e intossicarci, perché non adatti alla nostra unicità, oppure trasformarsi in una vera e propria”medicina” che si prende cura di noi e ci mantiene svegli, forti e sani.

In generale vale la regola che un LDL alto, non bilanciato da un adeguato HDL, genera una sua eccessiva esposizione ad ossidazione con conseguente danneggiamento.

Valori equilibrati tra HDL e LDL, invece, portano ad un drastico calo di questo rischio, riuscendo a mantenere pulito da tossine l’intero sistema biologico tra organi e sangue.

Sono proprio i cibi elaborati, i carboidrati insulinici, gli alimenti confezionati e industriali, che inducono l'organismo a faticare nel trovare i giusti equilibri.

Come abbiamo visto l’HDL trasporta il colesterolo dalla periferia al fegato e, fungendo da “spazzino”, libera la circolazione da un suo eccessivo ristagno.

Si è notato, in effetti, che buoni livelli di HDL, ostacolano l'insorgere di malattie cardiache.

In effetti avere un HDL troppo basso può risultare anche più pericoloso dei livelli alti di LDL, poiché quest’ultimo non si dissolve.

Ma come possiamo capire quali siano i valori corretti di colesterolo e della sua composizione?

Ecco alcuni dettagli che possono aiutare a far chiarezza:

  • il COLESTEROLO TOTALE esprime la quantità complessiva di colesterolo contenuto nelle varie lipoproteine (LDL + VLDL + HDL);
  • essendo la somma di 3 fattori è fondamentale misurare la distribuzione di ciascuno di essi, ovvero le singole frazioni LDL, VLDL e HDL;
  • il valore numerico più importante che determina l'effettivo rischio di problematiche legate alla circolazione è l'“INDICE DI RISCHIO CARDIOVASCOLARE" ovvero il rapporto tra il valore del COLESTEROLO TOTALE e quello dell’HDL; in altre parole quanto HDL è contenuto nel COLESTEROLO TOTALE.

Colesterolo LDL

mg/dlmmol/lInterpretazione*
< 70< 1,8Valori ottimali per persone ad alto rischio cardiovascolare
> 100< 2,6Valori ottimali per persone a medio rischio cardiovascolare
100 - 1292,6 - 3,3Valori ottimale per persone sane
130 - 1593,3 - 4,1Valori limite che delineano l'eccesso
160 - 1894,1 - 4,9Valori elevati
> 190> 4,9Valori molto elevati

Colesterolo HDL

mg/dlmmol/lInterpretazione*
< 40 --> uomo
< 50 --> donna
< 1,03Valori bassi rischio cardiovascolare
40 - 591,03 - 1,55Valori nella norma
< 60> 1,55Valori ottimale protegge da rischi cardiovascolare

Colesterolo totale

mg/dlmmol/lInterpretazione*
< 200< 5,2Valori desiderabili
200-2395,2-6,2Colesterolo totale vicino ai valori limite che delineano l'eccesso
> 240> 6,2Valori eccessivi

Indicie di rischio cardiovascolare

UominiDonneInterpretazione*
3,433,27Molto basso - valore desiderato
4,974,44Medio - Valore buono
9,557,05Rischio moderato
24> 11,04Rischio molto alto
(*) le interpretazioni dei valori riportati in tabella sono dettati dalla letteratura medico/scientifica. Restano comunque materia di dibattiti ancora aperti e in fase di studio e osservazione.

Cosa puoi fare allora per abbattere il rischio di malattie cardiovascolari?

Se si vuole intervenire fattivamente sul problema, la prima cosa da fare è conoscerlo, quindi è importante fare delle opportune indagini.

Come hai letto sopra, inizia con allentare lo stress, distraendoti da ciò che ti rende teso, preoccupato e chiuso.

L’attività sportiva come la palestra, il nuoto, ma anche il movimento che lavora su un riequilibrio interno, come lo Yoga, il Taichi, il Qi Gong, il Pilates, sono sicuramente degli ottimi presidi per facilitare l’utilizzo e lo smaltimento di grassi in eccesso e il mantenimento dell’intero sistema biologico attivo.

Anche una semplice passeggiata di 30 minuti la sera prima di coricarsi, ti allontanerebbe molto dalla zona di pericolo.

Ovviamente sono sempre consigliate delle analisi periodiche che, a seconda della tua età, ti possono permettere di avere il quadro (e il polso) della situazione sotto controllo.

Ciò che, però, puoi fare da subito è intervenire su ciò che compone il tuo pasto tutti i giorni.

È qui che si insidia maggiormente il rischio di accumulare quelle tossine che prima o poi, inevitabilmente, andranno a iper-stimolare il tuo sistema immunitario, scatenando quindi focolai infiammatori di tipo cronico…i più pericolosi.

E riguardo ai grassi cosa fare?

  • riduci tutto ciò che contiene grassi idrogenati, trans e polinsaturi.
    In particolare questi ultimi, come gli oli vegetali di semi, i quali irrancidiscono molto facilmente già a temperatura ambiente. Hanno la caratteristica di essere instabili e tendono dunque ad ossidarsi velocemente;
  • riduci certamente tutti i cibi che, se non utilizzati, si trasformano in grasso: carboidrati insulinici (es. pasta, pane, pizza, crackers e praticamente tutti i prodotti da forno o da farine) sempre troppo presenti nella maggior parte dei casi (vedi dieta Mediterranea).
    È sempre più noto che oggi il loro consumo va oltre il reale fabbisogono medio giornaliero, visto lo stile di vita che ci vede spesso seduti e fermi. In questo contesto tutto la parte zuccherina non impiegata nel generare energia, viene “stoccata” in parte nei muscoli e in parte nel fegato rendendolo steatosico;
  • inserisci una buona parte di proteine;
  • inserisci dei buoni grassi saturi a catena corta e media com il ghee, l'olio di cocco e l'olio di oliva spremuto a freddo.
Qui puoi trovare tutte le risorse consultate che hanno permesso la stesura di questo articolo.

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