Ci sono conversazioni che non servono a fornire risposte definitive, ma ad aprire nuove domande.
È da questa convinzione che nascono gli incontri di KINAUI: momenti di confronto con persone che, attraverso il proprio lavoro e la propria esperienza, ci invitano a osservare la realtà da prospettive differenti.
Abbiamo ospitato la Dott.ssa Monica Greco, medico chirurgo specialista in geriatria e medicina fisica e riabilitativa, con un percorso di approfondimento dedicato al neurosviluppo, nel nostro salotto virtuale di Veroghí
Al centro della conversazione, un tema che riguarda tutti noi: il rapporto tra alimentazione, intestino e crescita del bambino.
Abbiamo parlato dei primi 1000 giorni di vita, dell’importanza dell’ambiente in cui cresciamo, del microbiota intestinale, delle abitudini alimentari e del ruolo che il cibo può avere nella quotidianità.
Ma è emerso anche un messaggio più ampio, che va oltre la dimensione biologica: accompagnare un bambino significa imparare a osservarlo, rispettarne i tempi e riconoscerne l’unicità, senza lasciarsi guidare esclusivamente dalle aspettative degli adulti.
I primi 1000 giorni: una finestra importante per la crescita
Quando si parla di sviluppo infantile, l’attenzione si concentra spesso sui primi mesi dopo la nascita. In realtà, la finestra dei cosiddetti primi 1000 giorni comprende il periodo dal concepimento fino ai due anni circa.
È una fase particolarmente importante per lo sviluppo fisico, cognitivo ed emotivo, durante la quale fattori biologici, ambientali, relazionali e nutrizionali contribuiscono a creare le condizioni in cui il bambino cresce.
Anche l’Istituto Superiore di Sanità riconosce il valore di questo periodo, promuovendo interventi basati sulle evidenze scientifiche, il sostegno alla genitorialità e l’accompagnamento delle famiglie.
Questo non significa che ogni scelta compiuta in gravidanza o nei primi anni determini inevitabilmente il futuro del bambino. Significa, piuttosto, riconoscere che esistono opportunità importanti per offrire un ambiente favorevole alla crescita.
Durante la LIVE, la Dottoressa Monica Greco ha invitato a considerare il percorso che precede e accompagna la nascita: le abitudini quotidiane, l’alimentazione, il riposo, le relazioni e le esperienze vissute dalla famiglia.
È uno sguardo che ci invita a superare una visione limitata al singolo sintomo e a considerare il contesto complessivo in cui una persona vive.
Non soltanto nutrimento: anche relazione e ambiente
La crescita di un bambino non dipende esclusivamente da ciò che mangia.
Il contatto con i genitori, la possibilità di esplorare l’ambiente, il gioco, il movimento, il sonno e le interazioni quotidiane sono elementi importanti per il suo sviluppo.

I primi anni di vita sono un tempo di crescita, relazione e scoperta.
Parlare al bambino, rispondere ai suoi segnali, condividere momenti di gioco e offrirgli occasioni di esplorazione adeguate alla sua età sono gesti semplici, ma significativi.
In questa prospettiva, la genitorialità non consiste nel controllare ogni aspetto della crescita, bensì nel creare condizioni favorevoli, osservare e rispondere ai bisogni del bambino.
Non esiste un percorso identico per tutti. Ogni bambino ha tempi, caratteristiche e necessità che meritano attenzione, senza confronti rigidi o aspettative irrealistiche.
Intestino e cervello: una relazione da conoscere meglio
Uno dei temi centrali dell’incontro è stato il cosiddetto asse intestino-cervello, un sistema di comunicazione bidirezionale tra l’apparato gastrointestinale e il sistema nervoso.
Intestino e cervello comunicano attraverso diverse vie, che comprendono segnali nervosi, ormonali, immunitari e metabolici. Anche il microbiota intestinale, cioè l’insieme dei microrganismi che vivono nell’intestino, è oggetto di numerosi studi per il suo possibile contributo a questi processi.
È un campo di ricerca interessante, che aiuta a comprendere quanto il funzionamento dell’organismo sia interconnesso.

Intestino e cervello comunicano attraverso diversi meccanismi nervosi, immunitari e metabolici.
Durante la conversazione, la Dott.ssa Greco ha condiviso la propria esperienza clinica, sottolineando l’importanza che attribuisce alla valutazione della funzionalità intestinale nel percorso di alcuni bambini che segue.
Il suo approccio invita a considerare la persona nella sua complessità, senza isolare necessariamente un singolo elemento dal resto dell’organismo.
È tuttavia importante distinguere questo orientamento clinico dalle conclusioni scientifiche che si possono trarre: la relazione tra intestino e cervello è un ambito di ricerca consolidato, ma non significa che ogni difficoltà comportamentale o del neurosviluppo dipenda dall’intestino, né che intervenire sul microbiota possa risolvere condizioni neurologiche o dello sviluppo.
Ogni situazione richiede una valutazione individuale da parte di professionisti qualificati.
Microbiota intestinale e alimentazione quotidiana
Il microbiota intestinale è influenzato da diversi fattori, tra cui l’alimentazione, l’età, l’ambiente, le abitudini di vita e l’eventuale uso di farmaci.
Una dieta varia, adeguata all’età e alle esigenze individuali, contribuisce a fornire i nutrienti necessari alla crescita e al normale funzionamento dell’organismo.
Nella LIVE, la Dott.ssa Monica Greco ha insistito sull’importanza di osservare il bambino nel suo insieme e di non considerare automaticamente i probiotici come una soluzione universale.
I probiotici non sono tutti uguali e la loro utilità dipende dal ceppo, dalla situazione clinica e dall’obiettivo per cui vengono utilizzati. Non sono necessariamente indicati per ogni bambino e non dovrebbero essere somministrati sulla base di un’autodiagnosi.
In presenza di disturbi digestivi persistenti, difficoltà alimentari o preoccupazioni relative allo sviluppo, è opportuno rivolgersi al pediatra o a uno specialista competente, evitando protocolli fai-da-te.
Alimentazione consapevole: tornare alla qualità degli ingredienti
Quando il dialogo si è spostato sull’alimentazione, è emersa una domanda concreta: da dove può cominciare una famiglia che desidera prestare maggiore attenzione a ciò che porta in tavola?
La risposta proposta durante la LIVE parte da un principio semplice: conoscere gli ingredienti e privilegiare, quando possibile, alimenti poco trasformati, varietà e qualità delle materie prime.

Conoscere gli ingredienti è un primo passo per compiere scelte alimentari più consapevoli.
Frutta e verdura, cereali, legumi, uova, pesce e altri alimenti possono contribuire, secondo le esigenze individuali, a un’alimentazione varia ed equilibrata.
La scelta degli ingredienti non riguarda soltanto i valori nutrizionali riportati su un’etichetta. Può comprendere anche la provenienza, la stagionalità, i metodi di produzione e la trasparenza di chi produce.
Sono aspetti che appartengono anche alla filosofia di KINAUI: avvicinarsi al cibo con maggiore attenzione, senza trasformare l’alimentazione in un sistema rigido di divieti.
Non è necessario inseguire una perfezione irraggiungibile. Conta costruire abitudini sostenibili, compatibili con la propria vita e con le necessità della famiglia.
Il valore dei grassi nella dieta
Nel corso della diretta si è parlato anche dei grassi alimentari, spesso considerati in modo troppo semplicistico.
I grassi svolgono funzioni importanti nell’organismo e contribuiscono all’apporto energetico. Sono inoltre coinvolti nell’assorbimento delle vitamine liposolubili e nella struttura delle membrane cellulari.
Questo non significa che tutti i grassi siano equivalenti o che sia opportuno consumarne senza limiti. La qualità, la quantità e il contesto complessivo della dieta rimangono fondamentali.
Il ghee, in particolare, è costituito prevalentemente da grassi e contiene una quota significativa di acidi grassi saturi. Può essere utilizzato in cucina, ma va inserito nell’alimentazione considerando anche le altre fonti di grassi presenti nella giornata.
Il punto non è demonizzare un ingrediente né attribuirgli proprietà straordinarie. È imparare a conoscerlo, comprenderne le caratteristiche e scegliere consapevolmente come utilizzarlo.
Ghee: tradizione, materia prima e cucina quotidiana

VEROGHÍ nasce da burro biologico italiano ottenuto da panna di affioramento naturale.
Il ghee, conosciuto anche come burro chiarificato, è un alimento tradizionale della cucina indiana, utilizzato da secoli anche nella tradizione ayurvedica.
Si ottiene attraverso un processo di lavorazione del burro che separa gran parte dell’acqua e dei componenti solidi non grassi, lasciando prevalentemente la componente lipidica.
Questa trasformazione modifica le caratteristiche del prodotto di partenza, rendendo il ghee particolarmente versatile in cucina.
Durante la LIVE, la Dott.ssa Monica Greco ha raccontato come il ghee rientri, in alcuni casi, nel proprio approccio alimentare personalizzato. Ha descritto esperienze cliniche nelle quali lo ha utilizzato nell’ambito di percorsi seguiti dal suo team, anche in combinazione con altri ingredienti.
Queste esperienze appartengono alla sua pratica professionale e non costituiscono, da sole, una dimostrazione che il ghee migliori la permeabilità intestinale, tratti disturbi del neurosviluppo o sia indicato per tutti i bambini.
È una precisazione importante, soprattutto quando si parla di alimentazione infantile: nessun singolo alimento può sostituire una dieta adeguata, una valutazione clinica o le indicazioni del pediatra.
Il valore del ghee, nella quotidianità, può essere apprezzato anche senza attribuirgli una funzione terapeutica: è un ingrediente dal gusto caratteristico, utile per preparazioni dolci e salate e adatto a diverse tecniche di cottura.
Che cosa distingue VEROGHÍ
Per noi di KINAUI, parlare di ghee significa anche raccontare le scelte che stanno dietro a un prodotto.
VEROGHÍ nasce da burro biologico italiano ottenuto da latte crudo non pastorizzato e da panna di affioramento naturale. La materia prima viene successivamente trasformata attraverso un processo di cottura e chiarificazione.
È importante distinguere questi passaggi: il latte crudo è la materia prima di partenza, mentre il prodotto finale è il risultato di una lavorazione termica prolungata.
La scelta della filiera, il metodo di ottenimento della panna e l’attenzione dedicata alla lavorazione fanno parte dell’identità di VEROGHÍ.
Il risultato è un ghee dal colore dorato, dall’aroma delicato e leggermente tostato, con note che ricordano la nocciola.
In cucina può essere utilizzato per saltare le verdure, cuocere in padella, preparare piatti al forno oppure aggiunto a fine cottura per arricchire il sapore di una pietanza.
La sua stabilità alle temperature elevate lo rende adatto anche a cotture che richiedono più calore rispetto a quello normalmente utilizzato per il burro tradizionale.
VEROGHÍ è disponibile nei formati da 350 g e 900 g.
Hai altre curiosità su conservazione, lattosio o uso in cucina? Trovi le risposte nelle domande frequenti sul ghee.
Scoprire un alimento significa anche conoscerne l’origine, il metodo di produzione e le caratteristiche reali, senza confondere la qualità di un ingrediente con promesse di risultati sulla salute.
Scopri VEROGHÍ e il nostro modo di fare ghee
Il metodo AMA: uno stile di vita raccontato dalla dottoressa
Un altro passaggio della LIVE ha riguardato il metodo AMA, acronimo di Approccio Mitocondriale Antinfiammatorio, presentato da Monica Greco come un approccio che riunisce diverse abitudini quotidiane.
Nel suo racconto, il metodo comprende attenzione ai ritmi sonno-veglia, attività fisica, alimentazione e organizzazione dello stile di vita.
Il mitocondrio è una struttura cellulare coinvolta nella produzione di energia. Il suo funzionamento è oggetto di un’importante attività di ricerca scientifica, ma questo non significa che ogni pratica proposta all’interno di un metodo che lo richiama abbia necessariamente un’efficacia clinica dimostrata.
Il metodo AMA va quindi inteso, in questo articolo, come l’approccio descritto dall’ospite durante la conversazione, non come un protocollo universalmente validato per prevenire o trattare disturbi del neurosviluppo.
Il tema più interessante che possiamo raccogliere da questo passaggio è l’invito a osservare le abitudini nel loro insieme.
Dormire con regolarità, muoversi in modo adeguato, scegliere un’alimentazione varia e creare occasioni di relazione sono elementi che possono contribuire alla qualità della vita quotidiana, senza bisogno di trasformarli in regole assolute.
Osservare senza giudicare: il messaggio più importante per i genitori
Verso la conclusione della LIVE, la Dott.ssa Greco ha condiviso una riflessione che merita di essere ricordata anche al di fuori del contesto clinico.
Ha raccontato quanto sia importante, nel rapporto con i figli, ridimensionare le aspettative e imparare a riconoscere il bambino per ciò che è.
Ogni genitore immagina qualcosa per il futuro dei propri figli. È naturale desiderare che crescano sereni, autonomi e capaci di esprimere le proprie potenzialità.
Ma il desiderio di proteggerli e aiutarli può talvolta trasformarsi in una pressione involontaria: aspettarsi che parlino, camminino, apprendano o si comportino secondo tempi prestabiliti.
Osservare non significa ignorare eventuali difficoltà o rinunciare a cercare un aiuto professionale. Significa riconoscere che ogni bambino ha una propria storia e che le sue necessità non possono essere comprese soltanto attraverso un confronto con gli altri.
La dottoressa ha raccontato di aver imparato molto dai bambini che ha accompagnato nel proprio percorso professionale, anche da quelli che comunicano in modi diversi da quelli abituali.
Durante l’incontro è stata condivisa una frase attribuita a un ragazzo con autismo:
«Il riflesso non lo vedi nello specchio, lo incontri nel giusto occhio di chi ti vuole conoscere l’anima».
È un pensiero che restituisce il senso più umano della conversazione: prima di cercare di cambiare qualcuno, possiamo provare a conoscerlo davvero.
Ascoltare, osservare e cercare di comprendere non significa rinunciare alla competenza medica o educativa. Significa affiancare alla ricerca di risposte una relazione capace di accogliere la persona nella sua unicità.
Una conversazione da continuare
La LIVE con la Dott.ssa Monica Greco ci ha accompagnato attraverso temi diversi: i primi 1000 giorni, il neurosviluppo, la comunicazione tra intestino e cervello, l’alimentazione e il ruolo delle abitudini quotidiane.
Non tutte le interpretazioni emerse durante una conversazione possono essere considerate conclusioni scientifiche. Alcune appartengono all’esperienza e alla prospettiva clinica dell’ospite; altre richiedono ulteriori verifiche e approfondimenti.
Proprio per questo crediamo nel valore del confronto: ascoltare, approfondire, distinguere le evidenze dalle ipotesi e mantenere viva la curiosità.
È lo spirito con cui nascono le nostre Live, una serie di dialoghi con persone che hanno qualcosa da condividere e che ci invitano a guardare il mondo da prospettive nuove.
Perché nutrirsi consapevolmente non significa soltanto scegliere cosa mettere nel piatto. Significa anche imparare a conoscere meglio noi stessi, le nostre abitudini e le relazioni che danno forma alla nostra esperienza.
Guarda la LIVE completa
Vuoi ascoltare direttamente la conversazione con la Dott.ssa Monica Greco?
Per conoscere il lavoro della dottoressa e approfondire il suo approccio, puoi visitare il sito della dottoressa Monica Greco.
Chi è la Dott.ssa Monica Greco
La Dott.ssa Monica Greco è medico chirurgo, specializzata in Geriatria e Medicina Fisica e della Riabilitazione presso l’Università di Torino. Nel corso della sua attività professionale si è dedicata in particolare alla riabilitazione neurologica e alle problematiche legate al neurosviluppo, con un’attenzione specifica all’autismo, all’ADHD e ai disturbi dell’apprendimento.
È esperta in Medicina Funzionale e Medicina di Segnale e ideatrice dell’Approccio Mitocondriale Antinfiammatorio (AMA), basato su protocolli alimentari personalizzati. È inoltre impegnata nella formazione e nella divulgazione scientifica sui temi dello stile di vita, dell’asse intestino-cervello e dell’epigenetica.
Nel 2020 ha fondato la scuola Nutri il tuo terreno e dal 2020 è presidente dell’associazione Alzheimer Torino. Attraverso la sua attività professionale e formativa, promuove una maggiore attenzione all’ascolto della persona e alle esigenze delle categorie più fragili.
*Nota per il lettore: questo articolo ha finalità divulgative e riporta i principali temi affrontati durante la LIVE. Non sostituisce il parere del pediatra o di altri professionisti sanitari qualificati. Le indicazioni alimentari per neonati e bambini, l’eventuale utilizzo di integratori e la valutazione di sintomi o difficoltà del neurosviluppo devono essere personalizzati e discussi con i professionisti di riferimento.



